Logo Jobmetoo       diFederica Carbonin,

Daniele Regolo è nato e cresciuto a Civitanova Marche e ha compiuto gli studi universitari a Milano. Fin qui un profilo simile a molti altri, se non fosse che Daniele è “diverso” perché sordo dalla nascita, ma questo non è stato motivo di scoraggiamento; anzi, con Jobmetoo ha reso questa sua “particolarità” una sfida imprenditoriale e sociale.
Noi di Access & Motion lo abbiamo conosciuto e lo abbiamo intervistato.
F: ” L’idea di creare un’Agenzia che rispondesse ai bisogni lavorativi delle persone disabili ti è venuta dopo un periodo travagliato; terminati gli studi universitari per quindici anni hai svolto lavori brevi e poco organici, nonostante appartenga alle così dette “categorie protette ” hai trovato difficoltà ad introdurti nel mondo del lavoro, puoi spiegarlo? ”
D: “Probabilmente, se vogliamo anche scherzarci un po’ sopra, le categorie “protette” sono talmente protette che non hanno chiare possibilità di ingresso nel mondo del lavoro! È una battuta, ma fino ad un certo punto: le Pcd hanno un immenso potenziale ancora inesplorato, per questo nel 2011, grazie al Fondo Sociale Europeo erogato dalla Provincia di Macerata, ho fondato Jobmetoo. Società che opera con una speciale autorizzazione ministeriale che ci consente di farci conoscere, non solo da utenti e aziende ma anche da compagnie investitrici. Nel 2014 un importante investimento ci permette di creare un team di professionisti, misto (quindi formato da persone con e senza disabilità), di lanciare il nuovo portale all’insegna della più elevata accessibilità e diventare Agenzia per il lavoro di ricerca e selezione. ”
F: “Iniziativa molto importante. Per arrivare a questo hai ricevuto molte ” porte in faccia ” e di conseguenza avrai sfoderato tutta la tua grinta, giusto? ”
D: “L’aspetto più sottile è che le porte non venivano “sbattute” in faccia”, ma chiuse piano. Ma chiuse! La sostanza non cambiava: era sempre l’indifferenza a farla da padrona, insieme alla paura di farsi carico di un lavoratore (presunto) problematico. Ho reagito a modo mio fondando www.jobmetoo.com per dare una risposta. ”
F: “Secondo il mio modesto parere la “colpa” di questa situazione è in parte anche degli stessi disabili che si chiudono in sé stessi e si autolimitano, faccio un esempio: nell’ambiente di chi ha problemi di vista è diffusa la convinzione secondo la quale queste persone possono svolgere soltanto due professioni, il centralinista o il fisioterapista e non possono avere altre ambizioni. Personalmente questo mi rattrista, io sono d’accordo con te quando affermi che bisogna diventare “leader di sé stessi” nel senso che se si è sicuri delle proprie capacità, si può arrivare a realizzare i “sogni nel cassetto. ”
D: “Questo è un aspetto molto importante. Jobmetoo non vuole solo occuparsi di un buon matching tra lavoratore e azienda, ma anche pensare ai passi successivi: vogliamo insegnare ai lavoratori con disabilità che è assolutamente possibile diventare “leader di sé stessi” e, quindi, padroni del proprio destino. Abbiamo molti servizi in programma per i nostri utenti! ”
F: ” In pratica Jobmetoo si occupa di trovare lavoro per persone con qualsiasi tipo di disabilità, basta registrarsi al sito ed inserire online il proprio curriculum vitae? ”
D: ” La nostra S. R. L., che ha sedi nelle Marche e a Milano, ma che ovviamente copre l’intero territorio nazionale, vuole concretizzare l’inclusione, non farlo rimanere concetto astratto, per questo accoglie anche chi, pur avendo una disabilità, non è iscritto al Collocamento mirato: mi riferisco ai malati rari, con rischio di doppia emarginazione. Il processo di iscrizione è molto semplice e veloce e il candidato accede quindi alla propria area riservata, ricca di aree che valorizzano il candidato. ”
F: “Siete voi a selezionare l’opzione lavorativa più indicata per il singolo candidato, oppure sono gli iscritti che di tanto in tanto vi contattano ( o consultano direttamente il portale)? ”
D: “Come agenzia di ricerca e selezione, siamo noi a fare ricerche, ma ovviamente i candidati hanno, nella propria area riservata, continui messaggi di alert per posizioni compatibili col loro profilo. Jobmetoo vuol essere un sito dinamico e stimolante in questo senso. Abbiamo iniziato i primi inserimenti con autentica soddisfazione, non solo nostra, ma anche di candidati e aziende. Le posizioni aperte iniziano a coprire equamente il territorio nazionale e, ovviamente, tutte le disabilità sono accolte in Jobmetoo. Si va dalle figure strettamente tecniche a quelle con taglio più umanistico.”

Iniziativa veramente pregevole utile non solo ai disabili; la loro è una squadra mista: “per essere, noi stessi, il primo esempio da seguire. In tutto ad oggi siamo 10 persone tra dipendenti e collaboratori, e stiamo già cercando per il nostro staff delle figure junior appartenenti alle categorie protette. ”
Con queste parole di Daniele concludiamo l’intervista e gli facciamo ancora i complimenti per Jobmetoo.