A ROMA IL GALA’ DEGLI SPORT PARALIMPICI, BELIEVE TO BE ALIVE

Anto e Sestini foto 3 IMG_0273 marino e il Kartdi Federica Carbonin,

Believe to be alive: credere per essere vivi, uno slogan che dà il nome alla manifestazione internazionale svoltasi a Roma nelle giornate del 4 e 5 ottobre scorsi.

Amalgamati  i valori morali dello sport e quelli della fede cattolica di cui Papa Francesco si è fatto portavoce. In Aula Nervi la mattina del 4 ha dato udienza al movimento paralimpico italiano ed internazionale.

Più impegnativa ma molto suggestiva la domenica: fra via della Conciliazione e piazza Pio XII è stata allestita una vera e propria palestra a cielo aperto in cui ogni disciplina paralimpica aveva il suo spazio e chiunque fosse passato (disabile o meno) avrebbe potuto provare.

Un raduno della famiglia paralimpica a dimostrazione che anche i disabili possono fare sport, persino a livello agonistico.

Come sempre sono stati i bambini a mostrare maggiore entusiasmo avvicendandosi nel tennistavolo, nel basket in carrozzina, nelle bocce, nell’arrampicata sportiva e in molto altro, nonostante la “diversità di tutti quei giochi.

Presente nell’intero weekend anche l’AIBXC (Baseball giocato da Ciechi) con una delegazione di allenatori, tecnici ed atleti provenienti dalla Capitale. I ragazzi hanno dimostrato come, grazie a piccoli accorgimenti anche i non vedenti possono praticare il baseball.

Tra i volenterosi che si sono bendati per provare un ospite d’eccezione, il Sindaco Ignazio Marino. A fargli da insegnante l’atleta Ada Nardin: “Ho solo compiuto il gesto tecnico della battuta spiegando, nel frattempo, cosa stessi facendo ed in cosa si differenzia la nostra battuta rispetto a quella del baseball vedenti dove è presente un lanciatore.”

A dimostrazione del fatto che essere disabili non impedisce di essere sportivi, anche l’Associazione Access&motion ha preso parte ad entrambi i giorni in Vaticano.

Significative le parole che Papa Francesco ha pronunciato durante l’Angelus di Mezzogiorno per l’abbattimento delle barriere architettoniche e mentali: “Auspico che le istituzioni e i singoli cittadini siano sempre più attenti a questo importante obiettivo sociale”.